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	<title>BePrecario</title>
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	<description>Solo un altro blog Edizioni BE</description>
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		<title>Lavoro precario a Milano: gli psicologi l&#8217;affrontano con i cittadini</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 16:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[disagi psico fisici]]></category>
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		<description><![CDATA[Iniziative dell&#8217;ordine degli psicologi della Lombardia Il lavoro precario è un fenomeno che interessa un alto numero di persone in Italia. Secondo dati recenti, nella sola Milano sono 47mila i professionisti in difficoltà occupazionale.Tale condizione provoca disagi psico-fisici di notevole entità. Risulta quindi diffusa tra i cittadini la necessità di intervento dello psicologo il quale [...]


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<p><em><strong>Iniziative dell&#8217;ordine degli psicologi della Lombardia<br />
</strong></em><br />
Il lavoro precario è un fenomeno che interessa un alto numero di persone in Italia. Secondo dati recenti, nella sola <strong>Milano</strong> sono <strong>47mila i professionisti in difficoltà</strong> occupazionale.Tale condizione provoca <strong>disagi psico-fisici</strong> di notevole entità. Risulta quindi diffusa tra i cittadini la necessità di intervento dello psicologo il quale però, a sua volta, risulta colpito dal precariato.</p>
<p><span id="more-516"></span>A Milano la situazione appare quindi particolarmente preoccupante: la <strong>“sindrome da lavoro precario” </strong>colpisce infatti circa l’<strong>80% di lavoratori </strong>in queste condizioni, pari ad oltre <strong>37mila casi</strong>. I sintomi sono: stress, ansia, insonnia, disistima e, in molti casi, conseguente depressione a causa, essenzialmente, della mancanza di sicurezza nel proprio lavoro e nel rinnovo del proprio contratto. L’attività diventa – così &#8211; frenetica e concentrata su come scongiurare il “<strong>licenziamento</strong>”, sempre dietro all’angolo e scarsamente tutelato dal punto di vista normativo e sindacale.</p>
<p>Tale situazione richiede l’intervento &#8211; sia preventivo che curativo- dello psicologo e dello psicoterapeuta. Tuttavia, per paradosso, questi stessi professionisti sono colpiti dal <strong>precariato</strong>, che è fenomeno trasversale a tutte le categorie. Un esempio per tutti: alla ASL Città di Milano vi sono attualmente circa <strong>100 psicologi precari in attesa di certezze sul proprio contratto di lavoro</strong>: ciò mette a forte rischio i servizi socio-sanitari con funzione di prevenzione e cura psicologica sul territorio cittadino e limita fortemente le risorse a disposizione dei cittadini in settori delicati ed importanti quali l’assistenza ai minori e alle famiglie, nonché gli interventi nel campo delle dipendenze e del settore penitenziario.</p>
<p><strong>Mauro Grimoldi</strong>, presidente dell’<strong>Ordine degli Psicologi della Lombardia</strong>, nel corso di una conferenza stampa, ha affermato che<em> “la situazione del lavoro precario desta forti preoccupazioni sia per quanto riguarda i cittadini, colpiti in tutte le fasce sociali, sia per quanto riguarda la nostra stessa categoria, dal momento che il fenomeno interessa gran parte degli psicologi al di sotto dei 45 anni. Vogliamo dare un segnale molto forte a tutti: intendiamo dedicare gran parte della nostra attività istituzionale a favorire ogni soluzione per risolvere questo vasto problema. In particolare, stiamo contattando sinergicamente vari enti per favorire la presenza dello psicologo/psicoterapeuta nelle aziende e per attivarla a favore dei lavoratori autonomi, in particolare tramite convenzioni con le associazioni di dirigenti e anche con la Camera del Lavoro di Milano. Di riflesso, grazie a queste iniziative, stiamo cercando di offrire più opportunità lavorative allo scopo di stabilizzare i contratti dei colleghi psicologi precari”.</em></p>
<p>In una recente <strong>ricerca GfK Eurisko</strong>, commissionata dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia, si rileva che nel periodo 2007-2008 il 1<strong>4% delle aziende lombarde</strong> (circa 4.000) ha utilizzato a qualche titolo gli psicologi e che oltre il <strong>20% </strong>(circa 6.000 aziende) si dichiara interessato/propenso a ricorrere alle prestazioni degli psicologi nel prossimo futuro. Il ricorso allo psicologo ha dato luogo a<strong> valutazioni positive di utilità nel 90% dei casi</strong>.</p>
<p>A sua volta,<strong> Carlotta Longhi</strong>, segretario<strong> Ordine Psicologi della Lombardia</strong>, ha sottolineato che <em>“l’attività di un Ordine professionale come il nostro, oltre alla classica missione di tutela deontologica e di lotta all’abusivismo professionale, deve avere come obiettivo anche quello di favorire con ogni mezzo normativo ed operativo a nostra disposizione la stabilità occupazionale degli oltre 12.300 psicologi e psicoterapeuti iscritti in Lombardia”.<br />
</em></p>


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		<title>Il vertice europeo sull’occupazione decide i modi per affrontare l’aumento della disoccupazione</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 20:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[News dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazionem crisi ecnomica]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione in Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[L’UE ha tenuto oggi un vertice speciale a Praga dedicato all’impatto della crisi economica sull’occupazione in Europa. Le presidenze della “troika” (il governo ceco, quello svedese e quello spagnolo) si sono aggiunte alla Commissione europea, ai datori di lavoro e ai sindacati per raccogliere le idee migliori su come mantenere i livelli occupazionali ed eventualmente [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em><strong>L’UE ha tenuto oggi un vertice speciale a Praga dedicato all’impatto della crisi economica sull’occupazione in Europa. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Le presidenze della “troika” (il governo ceco, quello svedese e quello spagnolo) si sono aggiunte alla Commissione europea, ai datori di lavoro e ai sindacati per raccogliere le idee migliori su come mantenere i livelli occupazionali ed eventualmente restituire ai disoccupati un posto di lavoro.</p>
<p><span id="more-510"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il vertice ha individuato 10 iniziative di lotta alla disoccupazione e tese a creare nuovi posti di lavoro. La Commissione nel formulare le sue proposte al Consiglio europeo del 18-19 giugno, terrà conto di quanto discusso nel corso del vertice.</p>
<p style="text-align: justify">“Il vertice odierno sull’occupazione è un passo importante verso iniziative di maggior respiro e meglio coordinate a favore dell’occupazione” ha affermato il presidente Barroso. “Non possiamo impedire che questa crisi sia causa di disoccupazione. Ma agire ora può ridurre le perdite occupazionali e aiutare milioni di persone a trovare i posti di lavoro nuovi e migliori. Agire ora significa anche aprire la strada a un recupero sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify">L’iniziativa europea sull’occupazione non comincia e non si arresta con il vertice odierno. Ma, con esso, diciamo ai cittadini che la loro occupazione è l’obiettivo numero 1 dell’Europa. Invito tutti gli Stati membri a impegnarsi insieme per dare seguito rapido e concreto alle azioni a favore dell’occupazione.”</p>
<p style="text-align: justify">“La nostra priorità, nella crisi, sono le persone – mantenerne cioè il posto di lavoro o restituirlo loro il più rapidamente possibile. Dobbiamo usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per limitare l’impatto della crisi sull’economia reale e in particolare sulla gente e le sue condizioni di vita” ha affermato Vladimír Špidla, commissario europeo all’occupazione.</p>
<p style="text-align: justify">“Il vertice è stato un passo importante sul percorso per stabilire il modo migliore di affrontare la disoccupazione e creare nuovi posti di lavoro. La nostra strategia si deve fondare su un rigoroso dialogo sociale, sulla cooperazione e sulla creazione di sinergie tra politiche sociali ed economiche. Non esistono compromessi tra valori sociali fondamentali e un mercato interno basato sulla concorrenza.”</p>
<p style="text-align: justify">Dal vertice è scaturito un ampio consenso sulla rotta da seguire. I principali messaggi in esso convenuti sottolineano che le azioni future a favore dell’occupazione si ispireranno a principi ben definiti e mireranno a mantenere l’occupazione e a creare posti di lavoro, a facilitare l’accesso all’occupazione soprattutto da parte dei giovani, a migliorare le abilità già acquisite, a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e a promuovere la mobilità.</p>
<p style="text-align: justify">Vengono suggerite 10 azioni concrete, a breve e a lungo termine, da realizzarsi a livello nazionale ed europeo insieme alle parti sociali:</p>
<ol style="text-align: justify">
<li>Aiutare il maggior numero di persone possibile a mantenere il proprio posto di lavoro, con aggiustamenti temporanei dell’orario di lavoro combinati ad azioni di riqualificazione finanziate pubblicamente (anche dal Fondo sociale europeo).</li>
<li>Incoraggiare l’imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro, diminuendo ad esempio i costi extrasalariali della manodopera con misure di “flessicurezza”.</li>
<li>Migliorare l’efficienza delle agenzie nazionali di collocamento grazie ad attività più intense di consulenza, formazione e ricerca del lavoro nelle prime settimane di disoccupazione, soprattutto a favore dei giovani disoccupati.</li>
<li>Aumentare significativamente il numero degli apprendistati e dei tirocini di alta qualità entro la fine del 2009.</li>
<li>Promuovere mercati del lavoro più integrati che, grazie a incentivi, a politiche efficaci di intervento sul mercato del lavoro e all’aggiornamento dei regimi di assistenza sociale, possano tener conto dei gruppi svantaggiati come i disabili, i lavoratori scarsamente qualificati e i migranti.</li>
<li>Adeguare le abilità a tutti i livelli attraverso l’educazione permanente in modo che chi termina un ciclo di studi disponga di strumenti per trovare un lavoro,</li>
<li>Usare la mobilità della mano d’opera perché la domanda e l’offerta di lavoro si possano incontrare con risultati migliori.</li>
<li>Individuare opportunità di lavoro, abilità ritenute necessarie a svolgerle e migliorarne la prevedibilità per meglio progettare l’offerta di formazione professionale.</li>
<li>Assistere giovani e disoccupati nell’avvio di imprese proprie offrendo formazione specializzate, capitali e abbassando o eliminando l’onere fiscale per avviare un’impresa.</li>
<li>Prevedere e dirigere la ristrutturazione attraverso l’apprendimento e lo scambio reciproci di pratiche esemplari.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Il vertice ha anche discusso il modo in cui combinare efficacemente azioni a livello europeo e nazionale e l’uso migliore di strumenti e risorse europee come il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Entrambi i fondi sono stati recentemente rivisti per massimizzare la loro efficacia in questi tempi di crisi.</p>
<p style="text-align: justify">In preparazione al vertice, la Commissione europea ha organizzato vari seminari con le presidenze dell’UE attuali e future (Madrid -15 aprile; Stoccolma &#8211; 20 aprile; Praga &#8211; 27 aprile). il 5 maggio, il Parlamento europeo a Bruxelles ha organizzato inoltre un dibattito speciale. Il processo di consultazione ha fatto emergere le opinioni di un vasto fronte di parti interessate, parti sociali a tutti i livelli, rappresentanti di varie istituzioni europee, Stati membri, servizi pubblici di collocamento, circoli accademici e società civile.</p>


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		<title>I 160 licenziati via &#8220;YouTube&#8221; in una lettera-denuncia al loro Presidente.</title>
		<link>http://beprecario.it/506/i-160-licenziati-via-youtube-in-una-lettera-denuncia-al-loro-presidente/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 16:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Licenziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiedono l&#8217;intervento del loro Presidente in prima persona per risolvere la vicenda personale e professionale dei lavoratori della Metis licenziati via You Tube. Una storia che è stata raccontata da tutti i giornali e le TV A questo link il testo della lettera: http://fabiogalli.wordpress.com/2009/04/15/lettera-al-presidente-metis-dott-mario-garraffo/ No related posts. Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.


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<p>Chiedono l&#8217;intervento del loro Presidente in prima persona per risolvere la vicenda personale e professionale dei lavoratori della Metis licenziati via You Tube. Una storia che è stata raccontata da tutti i giornali e le TV</p>
<p>A questo link il testo della lettera:</p>
<p><a href="http://fabiogalli.wordpress.com/2009/04/15/lettera-al-presidente-metis-dott-mario-garraffo/">http://fabiogalli.wordpress.com/2009/04/15/lettera-al-presidente-metis-dott-mario-garraffo/</a></p>


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		<title>Francia, operai della Caterpillar &#8216;sequestrano&#8217; 4 manager: &#8221;ridateci il posto di lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 14:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi e disoccupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amministratore delegato Nicolas Plutnick e altri tre manager della Caterpillar di Grenoble sono stati bloccati in una stanza dai dipendenti. Obiettivo: &#8220;La ripresa dei negoziati sulla salvaguardia del posto di lavoro che la direzione ha interrotto&#8221;, ha detto ai media francesi un sindacalista della Caterpillar France. &#8221;Nessuna violenza o sequestro &#8211; ha assicurato il rappresentante [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em><strong>L&#8217;amministratore delegato Nicolas Plutnick e altri tre manager della Caterpillar di Grenoble sono stati bloccati in una stanza dai dipendenti. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Obiettivo: &#8220;La ripresa dei negoziati sulla salvaguardia del posto di lavoro che la direzione ha interrotto&#8221;, ha detto ai media francesi un sindacalista della Caterpillar France.</p>
<p style="text-align: justify">&#8221;Nessuna violenza o sequestro &#8211; ha assicurato il rappresentante dei lavoratori &#8211; solo pressioni&#8221; per il ceo, il direttore delle risorse umane, il responsabile del personale e il responsabile del prodotto europeo della filiale francese del gruppo americano che ieri avevano interrotto le trattative in seguito a uno sciopero proclamato dagli operai.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-501"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il piano aziendale prevede la soppressione di 733 posti di lavoro nelle due fabbriche di Grenoble e Echirolles. Distanti le posizioni delle due parti: l&#8217;azienda ha proposto un pacchetto di 48,5 milioni di euro mentre la quota richiesta dei sindacati è di 110 milioni di euro, comprensiva di una indennità, pari a tre mesi di salario per ogni anno di anzianità, per ognuno dei 733 dipendenti da licenziare.</p>


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		<title>Per i neolaureati è sempre più difficile trovare Lavoro</title>
		<link>http://beprecario.it/498/per-i-neolaureati-e-sempre-piu-difficile-trovare-lavoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 14:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Lavoro Italia]]></category>
		<category><![CDATA[NeoLaureati]]></category>
		<category><![CDATA[dati italia]]></category>

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		<description><![CDATA[A un anno dal diploma il tasso di occupazione dei laureati risulta in calo, nell&#8217;ultimo anno, di 0,5 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione aumenta di 3 punti percentuali, mentre negli ultimi 7 anni la quota di laureati occupati si contrae di 6 punti percentuali (di analoga entita&#8217; risulta anche l&#8217;aumento del tasso di disoccupazione). [...]


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<p style="text-align: justify"><em><strong>A un anno dal diploma il tasso di occupazione dei laureati risulta in calo, nell&#8217;ultimo anno, di 0,5 punti percentuali.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Il tasso di disoccupazione aumenta di 3 punti percentuali, mentre negli ultimi 7 anni la quota di laureati occupati si contrae di 6 punti percentuali (di analoga entita&#8217; risulta anche l&#8217;aumento del tasso di disoccupazione). Sono alcuni dei dati dell&#8217;XI Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati presentato oggi a Roma.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-498"></span></p>
<p style="text-align: justify">&#8221;La contrazione della quota di occupati &#8211; si legge &#8211; non si e&#8217; tradotta tuttavia in un minor numero di neo-dottori assorbiti dal mercato del lavoro, dato il forte aumento dei laureati usciti in questo periodo dal sistema universitario. Escludendo coloro che gia&#8217; lavoravano al momento della laurea, l&#8217;ammontare dei laureati che ha fatto il proprio ingresso nel mercato del lavoro e&#8217; salito di oltre il 35% (da circa 55mila nel 2001 a 74mila nel 2007)&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Resta confermato che, al crescere del livello di istruzione, cresce anche l&#8217;occupabilita&#8217; e il reddito. Il mondo del lavoro guarda indubbiamente ai laureati con attenzione, d&#8217;altronde i laureati sono in grado di rispondere meglio ai mutamenti del mercato del lavoro. Nell&#8217;intero arco della vita lavorativa (25-64 anni), la laurea risulta premiante.</p>
<p style="text-align: justify">Chi e&#8217; in possesso di un titolo di studio universitario presenta un tasso di occupazione di oltre 10 punti percentuali maggiore di chi ha conseguito un diploma di scuola secondaria superiore. Anche il reddito premia i titoli di studio superiori: misurato per la stessa classe di eta&#8217; (25-64 anni), e&#8217; piu&#8217; elevato del 65% rispetto a quello percepito dai diplomati di scuola secondaria superiore.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;indagine conferma poi che, a cinque anni dal conseguimento della laurea, la stragrande maggioranza dei laureati e&#8217; inserita nel mercato del lavoro. In particolare, il tasso di occupazione per i laureati del 2003, seppure lievemente in calo nell&#8217;intervallo, e&#8217; pari all&#8217;84,6% (ma altri 7,4 su cento proseguono gli studi), la stabilita&#8217; del lavoro coinvolge il 70% degli occupati e l&#8217;efficacia del titolo nel mercato lavoro e&#8217; elevata. La nota dolente e&#8217; rappresentata dalle retribuzioni che, nell&#8217;ultimo quadriennio, seppure superiori a 1.300 euro, hanno visto il loro valore reale ridursi di circa il 6%.</p>
<p style="text-align: justify">In generale, l&#8217;analisi dell&#8217;occupabilita&#8217; dei laureati post-riforma, soprattutto se confrontati con quelli dei laureati pre-riforma degli anni precedenti, mostra segnali positivi a testimonianza di un mercato del lavoro che, prima della crisi mondiale, sembrava ben accogliere i laureati figli della riforma senza particolari penalizzazioni tra titoli di primo e secondo livello. Il guadagno a un anno supera complessivamente i 1.100 euro netti mensili (contro i 1.010 euro dei pre-riforma).</p>
<p style="text-align: justify">Anche l&#8217;efficacia del titolo universitario si dimostra apprezzabile fin dal primo anno dalla laurea: il titolo risulta almeno abbastanza efficace per oltre 87 laureati post-riforma su cento (9% in piu&#8217; di quanto registrato fra i laureati pre-riforma). Si conferma invece la consistenza del lavoro precario e la stabilita&#8217; e&#8217; piu&#8217; elevata per i laureati di primo livello rispetto agli specialistici, ma pur sempre non raggiunge il 40%.</p>
<p style="text-align: justify">A un anno dal diploma, lavora il 75% dei laureati specialistici del 2007, che guadagnano 1.117 euro mensili netti (addirittura un po&#8217; meno di quanto guadagnano i laureati di primo livello). E la laurea risulta almeno abbastanza efficace nell&#8217;87% dei casi. Tuttavia, appena il 28% dei neolaureati specialistici e&#8217; stabile, ovvero lavora a tempo indeterminato o autonomo. Il lavoro atipico coinvolge quasi un neolaureato specialistico occupato su due (49%).</p>
<p style="text-align: justify">Tra i neolaureati di primo livello, invece, il tasso di occupazione risulta pari al 69%: un valore nettamente piu&#8217; alto rispetto a quello rilevato tra i colleghi sia post che pre-riforma (per questi ultimi pari al 51%). I laureati di primo livello presentano una quota di disoccupati pari al 16,5% e la stabilita&#8217; del lavoro e&#8217; prossima al 40%. Il lavoro atipico riguarda il 47% dei neolaureati. A un anno dalla laurea i laureati di primo livello guadagnano 1.128 euro mensili netti. Per 87 neolaureati su cento la laurea risulta almeno abbastanza efficace.</p>
<p style="text-align: justify">I laureati specialistici a ciclo unico (medici, veterinari, architetti, farmacisti), sempre secondo Almalaurea, mostrano un tasso di occupazione nettamente inferiore alla media (43%), a causa dell&#8217;elevata quota di chi prosegue la formazione con attivita&#8217; necessarie alla professione.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; il caso dei laureati in Medicina, che hanno un peso rilevante nel collettivo esaminato, iscritti alle scuole di specializzazione. Gli specialistici a ciclo unico, frequentemente impegnati in attivita&#8217; formative retribuite, mostrano un tasso di disoccupazione del 9%. Il lavoro stabile coinvolge 36 laureati su cento, l&#8217;atipico 45 laureati su cento. A un anno dalla laurea il guadagno e&#8217; di 1.140 euro mensili netti. Tra i laureati specialistici a ciclo unico la laurea sfiora la massima efficacia (98%).</p>


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		<title>Meloni, 24 mln euro In 3 anni per Aiutare le giovani coppie ad acquistare la prima casa</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 14:17:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8221;Noi semplifichiamo troppo che cosa significa essere precario. Chi ha un contratto a tempo determinato ben retribuito e con buone prospettive, per me non e&#8217; precario e invece lo e&#8217; chi magari ha un contratto a tempo indeterminato, ma in una piccola societa&#8217; esposta ai capricci del mercato. Bisogna capire che flessibilita&#8217; non e&#8217; uguale [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8221;Noi semplifichiamo troppo che cosa significa essere precario. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Chi ha un contratto a tempo determinato ben retribuito e con buone prospettive, per me non e&#8217; precario e invece lo e&#8217; chi magari ha un contratto a tempo indeterminato, ma in una piccola societa&#8217; esposta ai capricci del mercato.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-496"></span></p>
<p style="text-align: justify">Bisogna capire che flessibilita&#8217; non e&#8217; uguale a precariato, anche se la percezione e&#8217; questa&#8221;. Cosi&#8217; il ministro della Gioventu&#8217; Giorgia Meloni spiega a &#8216;Gente&#8217;, in edicola lunedi&#8217; 23 marzo, come il governo vuol tendere la mano ai piu&#8217; precari dei precari: i collaboratori a progetto, quei &#8220;co.co.pro.&#8221; cui le banche non fanno credito perche&#8217; non danno sufficienti garanzie e quando le aziende iniziano a tagliare, stanno in cima alla lista.</p>


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